TISAX nasce da una richiesta di filiera, non da una scelta di «fare un ISO in più». OEM e clienti automotive chiedono un assessment ENX su un perimetro e un assessment level (AL) definiti. Lo strumento di lavoro è il catalogo VDA ISA, non un questionario interno di sicurezza.
Se AL, sedi e processi non sono fissati all’inizio, il gap analysis copre troppo o troppo poco. In assessment si scopre tardi che mancano location, fornitori o dati che il cliente considerava nello scope.
Perimetro e AL prima dei controlli
Lo scope TISAX è il perimetro su cui si scambierà il risultato: siti, processi, sistemi, dati, eventualmente terze parti con accesso rilevante. L’AL dice quanto a fondo si verifica (self-assessment, remoto, on-site): lo fissa il cliente, non il fornitore per comodità.
Un AL più basso di quello richiesto non «sveltisce» il percorso: lascia gap che l’organismo ENX o il portale del cliente non accettano. Un AL più alto del necessario allunga tempi e costi su controlli che nessuno ha chiesto. IT, qualità e stabilimento devono lavorare sullo stesso perimetro, altrimenti ognuno chiude i propri gap e in assessment il quadro non sta in piedi.
VDA ISA non è ISO 27001
ISO 27001 certifica un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. TISAX è un meccanismo di assessment per lo scambio dei risultati in filiera automotive. Un ISMS già certificato aiuta: policy, accessi, incidenti e continuità si riusano. Non sostituisce il mapping sul VDA ISA né la label emessa dagli organismi accreditati ENX.
Il gap analysis utile confronta i controlli esistenti con quelli attesi sul catalogo, sui gap dello scope, non su «tutta l’azienda». AB Horizon non rilascia la label TISAX: prepara gap, evidenze e readiness fino all’assessment. Il dettaglio del percorso è nella pagina di consulenza TISAX.
← Torna agli approfondimenti